Storia del sapone
L’uso di materiali saponosi e di detergenti risale all’antichità. La notizie storiche sul sapone sono però nebulose, sia per la difficoltà di distinguere il sapone vero e proprio da altre sostanze utilizzate per pulire, sia perché il sapone, per la sua natura organica ed idrosolubile, non è rilevabile da ricerche di tipo archeologico, neppure attraverso i recipienti e le attrezzature usate nella sua produzione che non differiscono da quelli destinati ad altri utilizzi.
Esistono varie circostanze, ancorché improbabili, che possono aver portato casualmente alla scoperta del sapone, ma è anche possibile che sia avvenuta per via sperimentale. Probabilmente per prime si ottennero liscivie alcaline dalla cenere di legno, che poi furono usate per la saponificazione di sego, scarti animali, oli vegetali.
La prima testimonianza dell'esistenza del sapone risale al 2800 a.C.; proviene da scavi nella zona dell’antica Babilonia ove fu ritrovato un materiale simile al sapone conservato in recipienti di argilla che riportano incise delle ricette per la preparazione.
Circa nel 1550 a.C. si apprende che gli antichi egizi si lavavano regolarmente con una sapone preparato mescolando grasso animale e oli vegetali con un minerale raccolto nella valle del Nilo.
I riferimenti biblici a delle sostanze usate per la pulizia non indicano nulla di simile al nostro sapone ma materiali prodotti con cenere di corteccia d’albero usati dalle donne per pulire i capelli e tingerli a colori brillanti.
I Romani (ed anche i Greci) per i quali il bagno alle terme era un'importante attività sociale oltre che una pratica igienica, non usavano il sapone come detergente, ma la porosa pomice o creta finissima oppure soda o, ancora, farina di fave e, dopo il bagno massaggiavano il corpo con olio d’oliva.
Gli arabi, già intorno al VII secolo creavano saponi molto fini utilizzando grassi vegetali come l'olio di oliva ed essenze aromatiche come l'olio di Alloro.
I saponi arabi, profumati e colorati, solidi o liquidi, raggiunsero la Spagna e la Sicilia, sulla scia dell’espansione araba (non a caso nelle aree dove erano disponibili le piante marine dalle cui ceneri si ottiene la soda e l'olio d'oliva: materie prime con le quali si fabbrica un sapone di qualità molto superiore a quello fatto con grasso animale).
L'Italia fu forse la prima a produrre questo tipo di saponi, duri ed adatti all'igiene personale, in particolare Venezia e Savona (interessante l'assonanza con il francese “savon”, sapone). Quando la produzione fu introdotta in Francia dall’Italia anche i francesi riuscirono a ottenere sapone dall’olio d’oliva anziché dai grassi animali e, nel 1500 circa, lo esportarono in Inghilterra. Qui l’industria crebbe rapidamente e nel 1622 ottenne privilegi speciali dal re Giacomo I.
All’inizio utilizzavano grasso animale, più tardi l’importazione di oli vegetali come quello di oliva, palma, noce di cocco, semi di lino e semi di cotone, favorì la produzione di saponi.
Nel 1783 il chimico svedese Carl Wilhelm Scheele, facendo bollire olio d’oliva con ossido di piombo, produsse casualmente la reazione tuttora utilizzata nel processo di fabbricazione del sapone, ottenendo una sostanza dolce conosciuta oggi come glicerina.
Nel 1789 Nicolas Leblanc inventò un processo per ottenere carbonato di sodio dal sale comune che, da quel momento, fu disponibile a basso prezzo ed in grande quantità. Il procedimento Leblanc rimarrà in uso fino al 1870, quando sarà soppiantato dal metodo Solvay, tuttora in uso.
Nel 1823 il grande chimico francese Michel Eugene Chevreul fece una pubblicazione in cui spiegava la reazione della saponificazione. Questo aprì la strada alla produzione di sapone su più ampia scala ed a basso prezzo, di conseguenza attorno alla metà dell’ottocento si diffuse un miglioramento nella cura e nell’igiene personale, e l’abitudine di fare un bagno divenne comune.
All’inizio del XX secolo comparvero i primi detergenti sintetici che avrebbero soppiantato il sapone. Infatti, nel 1903 due chimici tedeschi inventarono un sapone in polvere i cui elementi erano perborato e silicati.
Fu poi la penuria di grassi durante la Prima Guerra Mondiale, e anche di olio durante la Seconda Guerra Mondiale, a spingere i ricercatori a cercare alternative. Il primo prodotto per il bucato totalmente sintetico apparve nel 1946 negli Stati Uniti d’America.
Da quel momento furono sviluppati tutti i prodotti che si conoscono oggi, differenti e specifici per ogni uso, in continua evoluzione per ovviare ai problemi di inquinamento o tossicità che continuano ad emergere con il passare del tempo.



